Serafini - il mio Savage

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Serafini

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E' necessario una rivalutazione giornaliera per rieffettuare l'atterraggio.

l'isola Serafini rappresenta l'area più vasta e "selvaggia" in assoluto lungo il corso del fiume Pò, questa è stata la meta del mio ultimo volo off-airport.
Si trova tra Piacenza e Cremona proprio dove il fiume Adda confluisce con il Pò,  il territorio è collegato alla terraferma da un ponte che attraversando il canale artificiale mette in comunicazione  con Monticelli.
Per me è Serafini é anche un ricordo di quando 30 anni fà in fuoristrada rimasi imprigionato all'interno dopo un'escursione. La spiaggia è immensa e presenta una conformazione variabile sabbia e pochi ciotoli e brevi tratti pianeggianti. La grandezza e la mancanza di riferimenti precisi rende l'atterraggio una manovra critica, e non priva di insidie. Per rendere meglio l'idea sto preparando un video ripreso durante la manovra.
Spiaggia o deserto ?
Situazione imbarazzante peraltro, é che in quell'immensità si percepisce la mancanza di punti ovvi di atterraggio. Esattamente la stessa sensazione vissuta molteplici volte passando in quell'area. L'isola Serafini   è costituita da un'enorme spiaggione ad arco;  la parte ad est è denominata il canalone, poiché  forma una lingua di sabbia tra la vegetazione e piante ad alto fusto, da lontano sembrerebbe proprio una pista per atterrare, non lontano in quella direzione è presente un'elettrodotto di grandi dimensioni e ben visibile. La parte ad ovest il punto più largo e lungo della distesa di sabbia, termina con la diga della centrale elettrica, il tutto per 7,5 chilometri di sabbia.
Dove atterrare ?
Se dopo tre passaggi non si è in grado di individuare il punto di atterraggio meglio abbandonare e volgere la prua altrove, per un gioco dimensionale e di morfologia del terreno l'isola Serafini nasconde insidie e pericoli da evitare, ad esempio tratti di centinaia di metri con dune il cui dislivello supera i 50 cm !!! e poco visibili dall'alto. Atterrare nel canalone è da escludersi,  fondo sconnesso e la presenza detriti  e di pali di segnalazione nel mezzo, non rimane che cercare vicino alla riva. Tra un area di dune e l'altra localizzo, volando a pochi metri da terra un tratto pulito stimato in circa 200-230 metri, fondo mosso ma poco dislivello. Ecco lo spot giusto! Non è come dirlo ma ripresentarsi in finale esattamente in quel punto, senza alcun riferimento, risulta tutt'altro che elementare.
Qui gioca la ripetitività del circuito di volo ormai diventata una molecola del DNA, con beneficio dell'aiuto di qualche cespuglio di riferimento a mo' cinesino che localizzo sulla sponda, quelli veri sono troppo lontani. Mi concedo di allungare il finale un pò e a full flap galleggio passando l'ultimo fronte di dune prima di posare le bushwheels bruscamente sulla sabbia,  con qualche sgasatina di motore cabro  e rallento senza ancora gravare  il peso dell'aereo sul suolo, infine decido dove posare la coda appesantita da 18 kg di bagaglio, leggero ausilio di freni per non finire fuori pista evitando uno scalino di sabbia.
Una volta consolidati al terreno i tre punti, il Savage si ferma in pochi metri. A tensione rilasciata una perlustrazione a piedi dell'area mi fa capire meglio che sbagliare qui non è permesso ! Qual'è il biglietto d'ingresso per  l'isola Serafini ? nessuno, definirei personalmente medio-difficile il grado di questo bushlanding site, tuttavia é necessario presentarsi la mattina  o la sera e con il sole,  quando le ombre aiutano a distinguere bene quel il piccolo mondo di dune.

14/04/2017
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